Guida al Risparmio Energetico: sistemi di riscaldamento efficienti

11---riscaldamentoLa guida al risparmio energetico questa settimana tratterà un tema di prossima attualità. Infatti durante il periodo estivo non siamo abituati a pensarci, ma presto dovremmo accendere i nostri impianti di riscaldamento cercando di ottenere da questi ultimi il massimo dell’efficienza e quindi un risparmio concreto valutabile sulla bolletta. Analizzeremo quali sistemi di riscaldamento efficienti sono attualmente disponibili in commercio e quelli che ormai sono da considerarsi obsoleti e costosi.


COME SCEGLIERE IL TIPO DI IMPIANTO

Per un riscaldamento efficiente la prima regola è disporre di un impianto ben progettato e realizzato in tutte le sue componenti. La legge 10/91 ed i successivi decreti hanno definito quali sono i criteri di efficienza energetica da rispettare, che sono obbligatori per i nuovi edifici e per le ristrutturazioni. I lavori devono essere realizzati solo da ditte specializzate in possesso dell’abilitazione prevista dalla legge 46/90, che al termine rilasciano una dichiarazione di conformità.


IL TELERISCALDAMENTO: IL SISTEMA PIÙ EFFICIENTE

TeleriscaldamentoIl teleriscaldamento è la soluzione più efficiente per il riscaldamento. La produzione di calore avviene direttamente in una unica centrale che serve molti edifici situati anche ad alcuni chilometri di distanza.
L’acqua calda prodotta viene distribuita attraverso una doppia rete di tubazioni sotterranee. In andata il fluido raggiunge i diversi edifici dove, attraverso appositi scambiatori, cede calore alle reti interne dei rispettivi sistemi di riscaldamento. Terminato questo processo, l’acqua ormai fredda torna alla centrale per essere nuovamente riscaldata.
Il rendimento del teleriscaldamento è molto maggiore rispetto ai sistemi di riscaldamento tradizionali, occorre cioè consumare molto meno combustibile per produrre la stessa quantità di calore. Il procedimento è particolarmente efficiente anche perché normalmente si produce, insieme al calore, energia elettrica (cogenerazione). Si parla invece di trigenerazione quando, oltre all’elettricità e al calore, si produce, con questo sistema, anche raffrescamento. Un ulteriore vantaggio è che non si è vincolati ad una sola fonte di energia primaria. E’ possibile alimentare questi sistemi, anche con rifiuti e biomasse, riducendo l’impiego dei combustibili fossili, come avviene ad esempio nel Termoutilizzatore di Brescia. Un bene per l’ambiente, la sicurezza ed il portafoglio.
Una città teleriscaldata è una città più pulita. I fumi escono da un solo camino, anziché da migliaia, controllati e filtrati. In casa non servono più né caldaie, né canne fumarie. Si riducono così notevolmente gli oneri di manutenzione e si eliminano i vincoli e i rischi legati all’uso domestico del gas o di altri combustibili. Tutto questo si traduce infine in un risparmio economico prezioso per le famiglie. A Brescia, città pioniera del teleriscaldamento in Italia, A2A lo ha introdotto negli anni ’70 ed oggi il 60% degli edifici è teleriscaldato, mentre a Bergamo, dove il progetto è stato avviato nel 2005, si conta di allacciare entro il 2015 un terzo degli edifici. Sono inoltre in corso progetti di estensione del teleriscaldamento nella città di Milano e Novara.

Nelle zone in cui non è disponibile il teleriscaldamento per la scelta della soluzione per il riscaldamento degli ambienti è opportuno considerare alcune precise indicazioni.

  • Nell’ambito dei sistemi tradizionali di riscaldamento con generatore di calore, autonomo o centralizzato, sono preferibili gli impianti a gas, combustibile generalmente più economico e meno inquinante di gasolio, GPL e cherosene.
  • Particolarmente importante è la scelta della caldaia, dove il combustibile viene bruciato per scaldare l’acqua o l’aria che circola poi nell’impianto. La scelta della potenza e del tipo di caldaia da installare dipende dalle caratteristiche dell’edificio, dall’ubicazione e dalla sua destinazione d’uso.
  • Anche per le caldaie esiste una etichetta energetica: le caldaie con tre o quattro stelle hanno i migliori rendimenti con risparmi che possono superare del 30% quelle tradizionali. Le più efficienti sono le caldaie a condensazione che recuperano il calore dai fumi di scarico.
  • L’impiego dei termoventilatori elettrici è molto oneroso in termini energetici e consigliabile solo per riscaldare saltuariamente ambienti dove non vale la pena di realizzare un vero e proprio impianto di riscaldamento.
  • Da valutarsi, dove le condizioni lo consentano, è l’installazione di collettori solari che possono produrre acqua calda sia per il riscaldamento, sia per usi sanitari. Per funzionare i pannelli devono essere collocati su superfici piane o leggermente inclinate (tetti, terrazze), esposte a sud e non ombreggiate. L’acqua calda viene riscaldata a temperature moderate e può integrare quella prodotta da un altro sistema di riscaldamento.
  • Tra le soluzioni più innovative che assicurano sia il riscaldamento, che il raffrescamento degli ambienti sono da tenere presenti:
    • i radiatori elettrici di tipo svedese che semplificano di molto la produzione di calore laddove sia difficile modificare l’impianto esistente come centri storici o seconde case. una soluzione economica ed efficace per scaldare l’abitazione senza lavori di muratura, certificazioni e costi di manutenzione; [Scopri adesso i Radiatori Elettrici Svedesi a basso consumo energetico]
    • i pannelli radianti (a pavimento, a parete e a soffitto) che aumentano il comfort termico e eliminano l’ingombro dei radiatori; usano l’acqua a basse temperature e ben si integrano con pannelli solari;
    • le pompe di calore, dispositivi alimentati elettricamente, che sono in grado di trasferire calore da un ambiente a temperatura più bassa ad uno a temperatura più alta.

QUANTO POTETE RISPARMIARE

Sostituendo una vecchia caldaia a basso rendimento da 27 kW con un nuovo modello “a tre stelle” potete risparmiare circa 160 euro l’anno sulla bolletta del gas e addirittura 345 euro se installate una caldaia “a quattro stelle”.


COME REGOLARE ALLA GIUSTA TEMPERATURA

  • Nella regolazione dell’impianto di riscaldamento occorre osservare le norme di legge. La temperatura non deve superare i 20°C (con una tolleranza di 2°C). Il numero massimo di ore ed il periodo di accensione sono fissati in base alla zona climatica. Nella zona E, di cui fanno parte le città lombarde, il periodo di accensione va dal 15 ottobre al 15 aprile ed il numero massimo di ore giornaliere è 14. L’impianto deve essere spento di notte tra le 23 e le 5.
  • Indipendentemente dagli obblighi di legge, ricordate che ogni grado in più può comportare un aumento dei consumi dal 5 al 7%, oltre ad essere spesso poco salutare.
  • Se volete sfruttare al massimo le fonti di calore gratuite (il sole, il funzionamento di altri elettrodomestici, la presenza di persone) e regolare la temperatura secondo necessità in ogni stanza, installate sui singoli termosifoni le valvole termostatiche che regolano automaticamente l’afflusso di acqua calda in funzione del calore necessario. Il risparmio nei consumi può arrivare al 20%. Il costo dell’installazione va da 30 a 60 euro a valvola. [Scopri la nostra offerta di valvole termostatiche digitali]

AUTONOMO O CENTRALIZZATO

  • Gli impianti di riscaldamento autonomi si sono diffusi negli ultimi anni perché danno la possibilità al singolo condomino di regolare le temperature e gli orari di accensione in funzione delle proprie esigenze e stili di vita. Inoltre consentono di beneficiare direttamente delle riduzioni dei consumi derivanti dai propri comportamenti virtuosi e dagli investimenti fatti per migliorare l’isolamento del proprio alloggio. Va tuttavia ricordato che il rendimento degli impianti autonomi è inferiore a quello dei centralizzati e che anche con questa soluzione i consumi sono fortemente influenzati dai comportamenti dei vicini. Non è inoltre possibile suddividere con altri i costi di manutenzione degli impianti.
  • La soluzione più innovativa ed in grado di coniugare i vantaggi di entrambi i sistemi è rappresentata da un impianto centralizzato con dispositivi per la contabilizzazione del calore e valvole di zona con termostato ambiente, ormai diventati obbligatori per i nuovi edifici e le ristrutturazioni. Questi sistemi consentono di misurare la quantità di calore consumata nel singolo alloggio e di regolare autonomamente la parte di impianto a suo servizio, fissando orari di accensione e temperature desiderate. Anche in questo caso chi attua interventi per il miglioramento degli isolamenti o per un uso diligente del riscaldamento può immediatamente essere ricompensato dai risultati. La spesa del riscaldamento viene suddivisa tra i condomini, calcolando una quota fissa, in funzione dei millesimi, e una quota proporzionale al calore consumato. [Richiedi adesso informazioni sui sistemi di contabilizzazione delle calorie]
  • Anche negli edifici, progettati con vecchi criteri – dove non sono separate le reti che distribuiscono il calore alle varie zone – è possibile effettuare autonomamente la regolazione con un sistema costituito da valvole termostatiche collegate ad una centralina con crono-termostato, che regola orari e temperature di accensione per singolo appartamento.

LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI

È stata introdotta dal DLgs 192/05, successivamente resa effettiva dal DLgs 311/06, ed è obbligatoria per gli edifici di nuova costruzione. Gradualmente ne sarà estesa l’obbligatorietà anche agli edifici esistenti in caso di trasferimento a titolo oneroso (vendita o affitto).
La normativa ha previsto l’obbligatorietà della certificazione in fasi successive.

  • dal 1° luglio 2007 per gli edifici di superficie utile superiore ai 1.000 metri quadrati
  • dal 1° luglio 2008 per gli edifici di superficie utile inferiore a 1.000 metri quadrati
  • dal 1° luglio 2009 anche per le singole unità immobiliari.

Il documento di certificazione deve essere stilato da un tecnico abilitato e attesta, un po’ come l’etichetta energetica per gli elettrodomestici, le prestazioni energetiche di un edificio o di un singolo alloggio. La “classe” energetica attribuita sarà riportata nei contratti di vendita o di affitto e quindi diventerà un ulteriore incentivo per i proprietari ad investire sul risparmio energetico, in quanto gli edifici certificati come più efficienti avranno un maggior valore sul mercato immobiliare.


COME DIFENDERE IL CALORE CON L’ISOLAMENTO

  • Le pareti, il tetto, le finestre e in genere tutte le superfici di una casa confinanti con l’esterno sono potenziali cause di dispersione del calore.
  • Isolate il tetto o il sottotetto e i solai dei locali non riscaldati, ad esempio portici e scantinati, che possono sottrarre molto calore (risparmio del 15-20%).
  • Isolate le pareti esterne (dall’interno, dall’esterno o nell’intercapedine) specie se rivolte a nord (risparmio del 10-25%).
  • Riducete le dispersioni di calore dalle finestre, usando guarnizioni, doppi vetri, doppi serramenti (risparmio del 5-20%). [Acquista le guarnizioni per le finestre e porte adesso]
  • Se non intendete fare interventi più consistenti, potete mettere tendaggi pesanti purché non coprano i radiatori e isolare i relativi cassonetti.
  • Mettete pannelli isolanti tra i termosifoni e le pareti esterne con la faccia riflettente rivolta verso l’interno. [Acquista adesso i pannelli riflettenti]
  • Abbassate le tapparelle appena fa buio.
  • Per valutare la convenienza degli interventi di isolamento occorre tenere conto anche degli eventuali incentivi statali. Per il 2009 è ammessa la detraibilità del 55% dei costi dall’IRPEF, un motivo in più per verificarne con un tecnico la fattibilità.

ALTRI CONSIGLI SALVA-ENERGIA

  • La regolare manutenzione è fondamentale per mantenere la caldaia efficiente, inquinare meno e garantire la sicurezza. Deve essere effettuata da una ditta abilitata in base alla legge 46/90. I controlli tra l’altro sono obbligatori per legge, con periodicità diverse a seconda della tipologia di impianto, e vanno annotati sul libretto di centrale o di impianto che costituisce una vera e propria carta di identità della caldaia.
  • In ogni caso è opportuno un controllo almeno una volta l’anno, preferibilmente prima dell’inizio della stagione termica.
  • L’analisi dei fumi consente di verificare se la caldaia brucia correttamente il combustibile con rendimenti superiori ai minimi di legge. Se il rendimento non raggiunge il minimo, nemmeno dopo gli interventi di manutenzione praticabili, occorre sostituire la caldaia con un modello più efficiente.
  • Essenziale, sia per la sicurezza, che per il risparmio è far controllare periodicamente l’efficienza della canna fumaria.

Saros Energia | IoRisparmioEnergia

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Matteo Gentilini

Responsabile Marketing e Comunicazione della Saros srl dal gennaio 2012. Appassionato di vela, viaggi, fotografia. marketing@IoRisparmioEnergia.com

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