Roma, Quadraro: “Benvenuti nella mia casa di paglia!”

Cristiana Trizzino apre le porte della sua casa, unica eco-struttura italiana in paglia ad essere stata costruita, anzi auto-costruita, all’interno di una città, per la precisione a Roma, nel quartiere Quadraro.

Vivere green ha migliorato la sua vita non solo in termini di qualità e risparmio. Ecco come.

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ROMA – Una casa che respira, calda d’inverno e fresca d’estate: era questa la promessa dei progettisti di BAG Beyond Architecture Group quando hanno avviato i lavori per la realizzazione della prima casa di paglia in una metropoli, a Roma nel quartiere Quadraro. A distanza di tre anni, la casa di balle di paglia, legno e cocciopesto non solo ha superato le aspettative, ma è persino diventata un punto di riferimeno tra gli abitanti del quartiere popolare a sud della capitale. Così succede che le gite in bicicletta partono proprio da via Columella, di fronte alla casa di paglia dipinta di giallo, punto di raduno indicato dagli organizzatori anche sugli eventi Facebook.

Lo racconta Cristiana Trizzino che in quella casa vive con la sua famiglia: ”Noi siamo quelli della casa di paglia. A scuola i miei figli sono considerati degli eroi. Gli eventi sui social network hanno come punto di riferimento la nostra casa, che al Quadraro è motivo di aggregazione.  I primi tempi  la gente usava valutare la solidità della struttura bussando alle pareti, tant’è che abbiamo deciso di aprire una fessura di 20 centimetri sulla facciata per dimostrare a tutti che non è una favola. Da quando vivo in una casa di paglia la mia vita è cambiata in meglio”.

Romana, impegnata quotidianamente nella comunicazione d’impresa, Cristiana Trizzino ha voluto partecipare in prima persona ai lavori di cantiere, cimentandosi nell’auto-costruzione insieme a BAG, i bioarchitetti guidati dal veneto Paolo Robazza, progettista dell’eco-villaggio EVA di Pescomaggiore vicino a L’Aquila, auto-costruito dopo il terremoto del 2009. Per la prima volta nella sua vita Cristiana ha imparato le tecniche che avrebbero garantito la traspirabilità alla sua nuova dimora naturale destinata – assicurano gli esperti – a durare nel tempo. ”Ero una cittadina modello – spiega Cristiana – la casa ideale che ho sempre immaginato era fatta esclusivamente di mattoni e cemento, non avrei mai pensato a un modello alternativo. Invece l’ho fatto, l’ho fatto con le mie mani! Ora posso dire che è molto più che una casa che ho comprato: è il vestito che ti sei costruito addosso, ed è tuo davvero”. Una scelta radicale rispetto alle aspettative del passato ma, stando ai fatti, decisamente più conveniente.

Grande 180 metri quadrati, a pianoterra, con un isolamento termico in paglia e una struttura portante di legno, è costata poco più di mille euro al metro quadrato, quasi un terzo in meno rispetto al costo di una classica abitazione in classe A+ (a energia quasi zero) che può quindi soddisfare le stesse prestazioni, con la differenza che si riduce notevolmente l’impatto ambientale. Nei mesi invernali la temperatura si mantiene costantemente sui 18-20 gradi, d’estate dà un senso di piacevole refrigerio: aria sana e zero umidità. Sono servite circa 400 balle di paglia e 15 metri cubi di legno per mettere in piedi la struttura in poco più di nove mesi, ”anche se – specifica l’architetto Robazza – solitamente sono sufficienti sei mesi: la paglia è un materiale di scarto ed è leggerissimo in confronto ai mattoni, ogni balla pesa circa 25 chilogrammi per cui non si utilizzano grandi mezzi meccanici”.

In una casa di paglia il risparmio energetico è altamente superiore rispetto a un’abitazione in cemento, sebbene l’edificio del Quadraro non sia stato progettato con un orientamento ottimale che risponde ai principi della bioclimatica. ”Abbiamo dovuto costruire con la stessa forma e posizione della struttura preesistente (una vecchia locanda disabitata) quindi ciò non ci ha permesso di sfruttare adeguatamente l’energia solare attraverso sistemi passivi. Nonostante questo – sottolinea Robazza – mentre in una struttura standard il costo di riscaldamento annuo è intorno ai 1300-1500 euro, i proprietari della casa di paglia pagano bollette annuali per un totale di 300 euro e godono sia di isolamento termico che acustico (questo perché la paglia ha un valore di trasmittanza termica pari a circa 0.12 W/m2K) per di più è totalmente riciclabile, non causa allergie e, come dimostrano i test di laboratorio, è un materiale resistente rispetto a fenomeni sismici o incendi: una parete in paglia compressa intonacata ha una resistenza al fuoco di circa 90 minuti ad una temperatura di 1100°C”.

In questa immagine scattata con una termocamera si notano le differenze di prestazione climatica tra la casa di paglia e un'abitazione vicina, costruita secondi i canoni tradizionali. Come si può notare, la casa di paglia - completamente in blu - non ha alcuna dispersione di calore, mentre al fianco ci sono diverse zone rosse (Punti di dispersione interna)

In questa immagine scattata con una termocamera si notano le differenze di prestazione climatica tra la casa di paglia e un’abitazione vicina, costruita secondi i canoni tradizionali. Come si può notare, la casa di paglia – completamente in blu – non ha alcuna dispersione di calore, mentre al fianco ci sono diverse zone rosse (Punti di dispersione interna)

Riduzione dei tempi di produzione, massima efficienza energetica, sostenibilità, qualità, benessere e catalizzatore sociale.  Sarà per queste caratteristiche che abitare in una casa di legno e paglia non è più solo il sogno degli ecologisti, ma una soluzione che piano piano sta conquistando anche il resto degli italiani. Tuttavia, mentre aumentano le proposte formative di bioarchitettura e autocostruzione e cresce  l’attenzione per l’ambiente già a partire dalla propria casa, il fenomeno resta ad oggi pionieristico e difficile da mappare nel dettaglio.  La maggior parte degli eco-edifici in Italia è in zone rurali e periferiche, spesso si tratta di bioagriturismi e masserie didattiche: sul Trasimeno, in Umbria, sorge Pantarei, centro di educazione ambientale frequentato soprattutto da studenti, sull’Etna c’è il centro di permacultura Felcerossa mentre in Abruzzo a Casalincontrada, in provincia di Chieti, c’è il centro di documentazione sulle case di terra.

A Cingoli, nelle Marche, Andrea e Francesca dello studio di archittettura e design Filo di Paglia operativa in Umbria, Toscana e Marche, vivono all’interno di una villetta rurale autosufficiente di 75 metri quadrati che, insieme alla sede dello stesso studio, fa il ”Progetto 45K”: uno dei primi esperimenti  in Italia di casa off-grid (scollegata da reti di luce e gas) ispirata al sistema canadese del Greb che consiste nel costruire un corridoio-scheletro in legno nel quale viene creata una muratura in paglia protetta dalla malta Greb, ma nel caso di 45K sono state utilizzate argilla e calce naturale. Il metodo Greb insieme alla tecnica del legno portante utilizzata per la realizzazione della casa di paglia a Roma, sono gli unici due sistemi ammessi dalla normativa italiana, resta fuori lo stile Nebraska perché non prevede una struttura portante (infatti è conosciuto anche come ‘autoportante’), ma è il tetto che distribuisce il carico del solaio su una muratura di paglia fissata alle fondazioni.

La prima struttura ecologica in Italia è la fattoria didattica La Boa di Pramaggiore (Venezia), gestita da Stefano Soldati, esperto nel settore di edilizia sostenibile grazie alla formazione con Barbara Jones, alla quale si attribuisce il merito di aver importato negli anni Novanta in Inghilterra i metodi dei pionieri del Nebraska, che costruivano in paglia, legno e pietrame già nella seconda metà dell’ottocento. ”E’ vero – dice Soldati  – in Italia molte delle strutture in balle di paglia sono situate lontano dal centro urbano, ma la risposta ai corsi di formazione è notevole. Sono circa duecento le famiglie italiane che hanno costruito la propria dimora secondo le tecniche alternative.  Sul nostro sito esiste una mappa in continuo aggiornamento, ma sono convinto che ce ne sono molte di più di quante ne conosciamo”.

Edifici energeticamente efficienti e realizzati con materiali naturali sono destinati ad avere sempre più diffusione anche in Italia – conclude Paolo Robazza – E la casa in legno e paglia è oggi la soluzione più competitiva in termini di rapporto costi di costruzione ed efficienza raggiunta. Infatti è diventata ormai molto diffusa in regioni europee con un clima particolarmente rigido e dove c’è attenzione alla sostenibilità ambientale e alla qualità del costruito come la Francia, Inghilterra o Germania

Fonte: Repubblica.it

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Matteo Gentilini

Responsabile Marketing e Comunicazione della Saros srl dal gennaio 2012. Appassionato di vela, viaggi, fotografia. marketing@IoRisparmioEnergia.com