Quartiere ecosostenibile a Londra

modi di vivere si stanno sempre piùmodificando. Soprattutto quelli cittadini, in aree dove, anche la riconversione industriale, sta assumendo sempre più aspetti di ecologia e di una ricerca di benessere per chi vi abita, anche se il tutto inserito in contesti urbani.

Ecco allora ecologia, risparmio energetico ed estetica, coniugati in modo sapiente, secondo canoni sostenibili. E’ quanto accade nei sobborghi di Londra, dove è nato un quartiere ecosostenibile, che si basa sullo sfruttamento delle energie rinnovabili. Beddington Zero Energy Development, meglio conosciuto come BedZED, è in realtà una comunità sperimentale, nata già qualche anno fa, che mira a fornire un nuovo modello di abitazione e di edilizia, basato sulrisparmio energetico, sullo sfruttamento delle risorse e soprattutto sulla diminuzione e l’annullamento delle emissioni di inquinamento.

Il quartiere ecosostenibile BedZED si basa su un progetto dell’architetto paesaggista Bill Dunster e dello studio londinese Arup, con i finanziamenti della Peabody Trust, fondazione inglese per l’energia autonoma e delle amministrazioni locali.

Un progetto realmente ecologico, che calcolando gli anni  in cui è  partito, si pone all’avanguardia in termini di materiali, tecnologie ed impianti.

Partiamo dall’orientamento, punto focale nelle realizzazioni di bioedilizia. I fabbricati presentano grandi pareti finestrate disposte a sud, con pacchetti isolanti che compongono l’involucro edilizio nettamente superiori rispetto agli standard, che, unitamente ai tripli vetri, consentono una riduzione dei consumi in termini di riscaldamento, durante i periodi invernali. Inoltre è  stato pensato un sistema di ventilazione naturale attuato con colorati comignoli dalle forme strane, che consentono il ricambio e il ricircolo negli ambienti senza bisogno di impianti ulteriori, garantendo comunque il benessere delle persone che vi abitano.

Gli edifici sono tutti realizzati con materiali di recupero o comunque a km zero, ovvero con riduzione degli spostamenti e con una produzione limitata in un arco di 35 km di distanza dal quartiere stesso. Nota curiosa: i mattoni sono stati addirittura prodotti, per più  del 50%, sul cantiere stesso, mentre il ferro utilizzato è stato riciclato da una stazione di treni dismessa.

Per quanto riguarda l’aspetto energetico, un sistema di pannelli fotovoltaici con un’estensione di circa 800 mq permette, unitamente ad una centrale termica che brucia legname di scarto, l’approvvigionamento dell’intero quartiere.

Inoltre è  stato pensato un sistema di raccolta dell’acqua piovana, in grado di essere sfruttata per l’acqua calda sanitaria dei bagni e degli elettrodomestici, che, sono tutti ad alta efficienza. L’acqua ricavata viene anche incanalata e sfruttata per l’irrigazione del giardino e delle parti a verde comuni.

Anche gli spostamenti a BedZED sono green. E’ attivo infatti un efficiente sistema di car pooling ecar sharing, che unitamente a scooter elettrici, consente di ridurre notevolmente le emissioni inquinanti e i costi di manutenzione delle automobili. Interessante anche il sistema per la spesa e gliapprovvigionamenti di cibo. Tutto o quasi a km zero e grazie al web: acquisti su scala e on line, che oltre all’aspetto degli agenti inquinanti, permette di ottenere un notevole riscontro positivo, in fatto di sviluppo del sistema economico locale, riducendo anche i problemi di stoccaggio.

Insomma… un quartiere innovativo, che comprende 100 case ad impatto davvero quasi nullo, con posti di lavoro per altrettante 100 persone, nella comodità di edifici accoglienti e funzionali, nonché all’avanguardia, anche nella ricerca del benessere di chi vi abita.

Per maggiori informazioni:

zedfactory

arup

Fonte: Lavoroincasa.it

Saros Energia | IoRisparmioEnergia

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Matteo Gentilini

Responsabile Marketing e Comunicazione della Saros srl dal gennaio 2012. Appassionato di vela, viaggi, fotografia. marketing@IoRisparmioEnergia.com

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