Guida al Risparmio Energetico: il risparmio in lavastoviglie

risparmio in lavastoviglieQuesta settimana la guida al risparmio energetico illustrerà uno degli elettrodomestici più diffusi nella case di tutto il mondo. La lavastoviglie (o lavapiatti) è un apparecchio che serve a lavare (e può spesso anche asciugare) stoviglie, pentole, terraglie e altre suppellettili domestiche di piccole dimensioni usate a tavola. [Wikipedia] Negli ultimi decenni la lavastoviglie è uno degli elettrodomestici più comuni nelle nostre abitazioni.


CENNI STORICI

L’invenzione della lavastoviglie viene fatta risalire all’inventrice americana Josephine Cochrane che, nel 1886, fece brevettare un’apparecchiatura in grado di proiettare getti d’acqua sulle stoviglie grazie a un sistema di pompe azionato manualmente.  Il sistema venne presentato alla Fiera Colombiana di Chicago nel 1893. Secondo quanto affermato dall’inventrice, essa aveva pensato questo dispositivo per evitare che i suoi servitori rubassero le sue porcellane durante il lavaggio manuale.

Nel 1924, William Howard Livens, brevettò una piccola lavastoviglie adatta all’uso domestico. Può essere considerata la prima lavastoviglie moderna in quanto incorporava la maggior parte degli elementi che compongono le attuali lavastoviglie: una porta frontale per il carico delle stoviglie, una rastrelliera per il contenimento delle stoviglie sporche e un irroratore rotante. Nel 1940 fu aggiunto anche un sistema di asciugatura. Fu il primo dispositivo adatto a un uso domestico e comparve proprio nel momento in cui nelle case cominciavano ad essere comuni gli impianti idraulici ad acqua corrente. Nonostante questo il progetto di Livens non ottenne un successo commerciale fino agli anni cinquanta.

In Europa le prime lavastoviglie furono introdotte nel 1929 dall’azienda tedesca Miele.

Dal 1970 le lavastoviglie iniziarono a diventare comuni nelle residenze domestiche in Nord America e in Europa occidentale.
Una statistica riporta che nel 2012 oltre il 75% delle case negli Stati Uniti e in Europa avevano una lavastoviglie.


PERCHÉ’ CONVIENE

Comparare l’efficienza del lavastoviglie e del lavaggio a mano è molto difficile in quanto il lavaggio tradizionale può cambiare drasticamente da persona a persona. Più studi, eseguiti da enti privati, hanno concluso che la lavastoviglie usata a pieno carico, consuma meno acqua del più efficiente lavaggio a mano, mentre il relativo consumo di energia dipende dalla tecnica di lavaggio a mano e dal numero di stoviglie per carico (piccoli carichi favoriscono ancora il lavaggio a mano). Gli studi non tengono conto però dei costi associati alla produzione e allo smaltimento della lavastoviglie o del costo del possibile incremento del grado di usura dei piatti causato dagli aggressivi agenti chimici presenti nei detergenti.


COME SCEGLIERLA

Preferite i modelli nuovi che riducono, oltre ai consumi di energia, le dosi di detersivo e di acqua.
Non comprate una lavastoviglie troppo grande, perché sarete costretti ad usarla spesso semivuota, né troppo piccola perché dovreste aumentare il numero di lavaggi settimanali.
• Prendete in considerazione l’ipotesi di acquistare un modello alimentato direttamente con l’acqua calda.

Sostituendo un modello di lavastoviglie di classe C con un modello efficiente di classe A potete risparmiare circa 100 kWh l’anno, pari a 17 euro, il 4% di quanto spende di elettricità una famiglia media.


CONSIGLI PER UN LAVAGGIO ECOLOGICO E SALVA-ENERGIA

Aziona sempre la lavastoviglie a pieno carico.
Scegliete temperature di lavaggio non elevate (50°C).
Disponete accuratamente le stoviglie, eliminando i residui più grossi per evitare intasamenti che riducano l’efficacia del lavaggio.
Utilizzate il ciclo “rapido” per le stoviglie meno sporche. Un ciclo più breve dimezza la quantità di energia e di detersivo rispetto a quello lungo.
Usate detersivi specifici per le lavastoviglie, ma in dose contenuta secondo le indicazioni della casa costruttrice.
Non fate mancare il sale: previene la formazione del calcare che riduce l’efficacia dei lavaggi.
Quando la lavastoviglie non funziona per lunghi periodi, staccate la spina e chiudete l’acqua.
Pulite regolarmente i filtri e i fori degli spruzzatori.
• Al posto del brillantante, che finisce negli scarichi e – in parte – rimane sui piatti, usa l’aceto, efficace ed eco. Versalo nella vaschetta al posto del brillantante.

Il sale rigenerante: perché conviene e quale usare?

Il sale “rigenerante” per lavastoviglie serve a ripulire l’addolcitore, cioè il dispositivo che assorbe il calcare presente nell’acqua di lavaggio, calcare che altrimenti finirebbe su piatti e bicchieri. Ma, per questo processo, come dimostrano i nostri esami di laboratorio, non è indispensabile un sale apposito. Un banale sale grosso da cucina, per uso alimentare, compete assolutamente con quelli protagonisti della pubblicità. E per di più permette di risparmiare: i prodotti specifici costano fino a 22 volte di più.

Saros Energia | IoRisparmioEnergia

Condividi

Matteo Gentilini

Responsabile Marketing e Comunicazione della Saros srl dal gennaio 2012. Appassionato di vela, viaggi, fotografia. marketing@IoRisparmioEnergia.com

Lascia un commento