Green Hill: finalmente il sequestro della struttura. Ora è partita la corsa alle adozioni.

Dopo un lungo tira e molla giudiziario, finalmente Green Hill è stato chiuso. La struttura ospitava un allevamento di beagle destinati agli esperimenti dei laboratori di ricerca tra cui anche la vivisezione ma la recente legge europea (Direttiva Europea 2010/63), che è stat recepita anche in Italia, ne aveva in parte già ridotto l’attività, sebbene non avesse fatto chiudere l’allevamento di Montichiari (BS).

Tra i motivi della chiusura forzata spicca anche il maltrattamento degli animali, per cui sono state iscritte tre persone al registro degli indagati. E sono stati i documenti di denuncia presentati da Lega Antivivisezione e Legambiente a portare a questo passo risolutivo.

Finalmente una buona notizia sul fronte dei maltrattamenti animali e un passo avanti verso l’applicazione di norme più ‘umane’ per i nostri amici a quattro e due zampe, che non meritano tutto questo! Tuttavia restano forti dubbi sull’emendamento dell’ex-ministro Brambilla e sulla stessa direttiva UE, che limita l’uso di animali per scopi scientifici escludendo cani, gatti e primati ma non impedisce tuttavia che altri animali subiscano la triste sorte della vivisezione.

Dalla rete sono arrivate alla Procura della Repubblica di Brescia la richiesta che i cani vengano dati in affidamento giudiziario ad un associazione animalista riconosciuta, oppure ad un gruppo di persone esperte di «provata fede animalista» e che comunque venga revocato l’affido giudiziario dei cani ora affidati agli stessi dirigenti della società proprietaria dell’allevamento lager ed al sindaco di Montichiari.

Unisciti alla richiesta delle associazioni animaliste: invia una e-mail alla Procura della Repubblica di Brescia indicando nell’oggetto “Affidate subito i beagle di Green Hill a “Vita da Cani””.

Oggi, dopo qualche giorno il popolo web è impazzito e le richieste di adozione dei cani allevati nella struttura lager si moltiplicano di giorno in giorno. A questo sta pensando l’associazione Aidaa.
Aidaa raccoglie adesioni di chi vorrebbe un cagnolino. Infatti, l’associazione ha già aperto una casella di posta elettronica per raccogliere pre-adesioni all’adozione di persone disponibili ad adottare o semplicemente avere in affido uno o più cani dell’allevamento Green Hill. «Non dobbiamo farci trovare impreparati- ci dice Lorenzo Croce presidente di Aidaa- in caso la procura decidesse di dare in affido o rendere adottabili questi meravigliosi beagle, sono 2.700 creature che potrebbero aver bisogno di una casa, da qui la nostra iniziativa che va oltre la semplice protesta ma che ha come obbiettivo la creazione di una lista di possibili futuri affidatari, che ovviamente a tempo debito sarà vagliata caso per caso».
Ma bisognerà attendere. Finchè i 2500 cagnolini saranno sotto sequestro dalla Magistratura di brescia, non sarà possibile.

DOVE MANDARE LA EMAIL – Per aderire alla lista pre-affido basta scrivere una e-mail con le proprie generalità e dando la disponibilità del numero di cani da adottare o avere in affido, specificando quale delle due opzioni si sceglie, a sportelloanimali@libero.it specificando nell’oggetto «Adozione cani green hill».

INFORMAZIONI PER COLORO CHE DECIDESSERO DI ADOTTARE UN BEAGLE DI GREEN HILL – il 18 luglio l’associazione «Vita da cani» ha mandato un fax al comune di Montichiari e all’Asl per chiedere l’affido giudiziario dei cani di Green Hill. O, almeno, di collaborare con il comune e con l’Asl per la gestione quotidiana di questi cani. «Si tratta di cani complessi, cresciuti in ambienti asettici e per anni sottoposti a interventi chirurgici sperimentali. C’è una difficoltà soprattutto psicologica», racconta Sara D’Angelo, responsabile di «Vita da cani». L’associazione ha l’esperienza necessaria perché nel 2009 ha già coordinato il recupero dei 380 cani di un altro allevamento simile a Green Hill.
Quello di «Vita da cani» è l’unico progetto nazionale di recupero dei beagle da laboratorio, racconta Sara. Si chiama «DL-4» per ricordare il DL-50, cioè il test di tossicità più diffuso al mondo. Test che lasciano un segno nel corpo e nella mente degli animali. I laboratori fanno infatti fatica a consegnare questi animali perché dimostrano la loro crudeltà. Eppure qualcuno sopravvive e Sara è riuscita a salvarli.

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Matteo Gentilini

Responsabile Marketing e Comunicazione della Saros srl dal gennaio 2012. Appassionato di vela, viaggi, fotografia. marketing@IoRisparmioEnergia.com

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