Comunicato “Azione Energia Solare” del 21 marzo 2012

Fino ad oggi ci è sempre capitato di leggere e a nostra volta stilare, comunicati ispirati principalmente da convinzioni politiche o ideologiche; oggi Azione Energia Solare vuole percorrere una nuova strada ed arrivare ad una proposta concreta partendo da dati oggettivi, da numeri indiscutibili; nello specifico parliamo dei Dati pubblicati dal G.S.E. aggiornati al 31/12/2011.

Il numero totale degli impianti FV installati ed in esercizio in Italia: 318.585.
Potenza totale installata: 12.437.448 kWp

  1. Impianti residenziali (da 1 kWp a 20 kWp): numero 279.922, potenza 1.667.836 kWp
    – circa 88 % degli impianti installati come numerosità
    ma il 13,40 % degli incentivi erogati
  2. Impianti piccole e medie aziende (da 20 kWp a 200 kWp) in autoconsumo: numero 29.861, potenza 2.326.038 kWp:
    – circa 9,37 % degli impianti installati come numerosità
    ma il 18,70 % degli incentivi erogati
  3. Grandi impianti (da 200 kWp a impianti > 5000 Wp) realizzati per la loro maggioranza per speculazione finanziaria: numero 8.802, potenza 8.443.574 kWp:
    – circa 2,76 % degli impianti installati come numerosità
    –  ma il 67,89 % degli incentivi erogati

Poichè i grandi impianti (potenza maggiore di 200kWp), vengono progettati con finalità prevalentemente speculative, per avere la massima redditività, devono essere necessariamente realizzati con componenti a basso costo. Si arriva quindi al risultato che il 2,76% degli impianti, realizzati principalmente con materiale cinese, percepisce il 67,89% del totale delle tariffe incentivanti. Il dato economico complessivo risultante porta a constatare che a fronte di una spesa di incentivazione (sostenuta dai cittadini e non dallo stato) di euro 5.600.860.000 (aggiornato 13/03/2012), circa 3.802.000,000 euro, vengono erogati per incentivare il mercato puramente speculativo e soprattutto estero.
La diffusione capillare degli impianti su edifici residenziali, piccole aziende e anche impianti di media taglia (fino a 200 kWp), ha invece aperto un enorme mercato di piccoli installatori, progettisti, grossisti di materiale tecnologico ed elettrico, sviluppando il concetto e i progetti delle smart grid. Questo comparto, di fondamentale importanza per lo sviluppo del sistema energetico nazionale ha beneficiato in 6 anni di incentivazione di una quota in denaro pari a 1.960.304.000 Euro.
E’ quindi di tutta evidenza che esistono DUE mercati del fotovoltaico in Italia:

  • Il PRIMO è il mercato dei piccoli e medi impianti, che crea moltissimi posti di lavoro, soprattutto giovanile e soprattutto al SUD, usa prevalentemente prodotto Italiano ed ha un costo modesto ed ampiamente il linea con le esigenze di contenimento dei costi,
  • Il SECONDO è il mercato dei grossi impianti che crea ben poco lavoro in Italia, ha un costo molto elevato e porta all’estero una grande parte delle tariffe incentivanti erogate.

Azione Energia Solare ritiene che un investimento di 1.960.304.000 Euro in 6 anni, che ha creato decine di migliaia di posti di lavoro, che continuerà ad alimentare questi posti di lavoro con servizi di manutenzione che si proietteranno nei prossimi 20 anni, che ha consentito a centinaia di migliaia di famiglie di produrre l’energia della quale hanno bisogno liberando la rete elettrica da carico e da perdite, sia un ottimo investimento, che solo una politica miope o peggio ancora non libera di scegliere, potrebbe rinnegare. A questo punto occorre quindi cambiare impostazione, cessare l’incentivazione ai grandi impianti che hanno esaurito il loro compito propulsivo, riservare gli incentivi alla sola produzione di piccola media taglia, lasciando alcuni anni di tempo al mercato nazionale per stabilizzarsi, strutturarsi e formare un tessuto industriale stabile e remunerativo.
Puntando solo sui piccoli e medi impianti (non oltre 200kW) il mercato italiano si stabilizzerà ad un livello molto più basso dell’attuale, (prevedibile circa 1 GW/anno), il costo per le tariffe incentivanti non supererà, all’inizio, i 200.000.000 Euro/anno, scendendo poi rapidamente, saranno intrinsecamente favoriti i produttori Italiani, ci sarà moltissimo lavoro per installatori e studi tecnici nazionali, insomma nascerà quel mercato “vero” che l’uso sconsiderato delle tariffe incentivanti ha finora impedito. Si tratta di una grande opportunità, ma anche di un processo delicatissimo, che la nostra classe politica ha il dovere di saper gestire. Che ne sia effettivamente in grado e che i poteri forti di chi vorrebbe la produzione di energia concentrata in poche mani lo consentano, è l’incognita che pesa come un macigno, sul futuro del fotovoltaico Italiano.
Nella tabella seguente è indicata la proposta di tariffe incentivanti per i prossimi 5 anni; tali tariffe potranno poi essere differenziate e meglio precisate per andare a coprire le varie tipologie di impianto, modalità di consumo e tecnologie di prodotto, ma la filosofia ispiratrice dovrà essere quella di favorire il proliferare di impianti di piccola e media taglia.

Con queste tariffe e queste riduzioni non sarà necessario porre alcun limite annuo e chi realizza gli impianti saprà di poter contare su tariffe definite ed in questo modo verrà grandemente agevolato il mondo bancario che potrà predisporre finanziamenti basati su dati certi. Il mercato sarà autoregolato, non si assisterà più a picchi di installazioni e buchi trimestrali, si favorirà il mercato del lavoro e le aziende potranno assumere stabilmente personale senza la discontinuità che ha creato il precariato in un settore in espansione.

Dovrà essere salvaguardata, con apposite agevolazioni, la possibilità di realizzare prodotti innovativi per consentire alle aziende italiane di investire in ricerca e creare prodotti che possano trovare spazi anche sui
mercati internazionali. Dovranno essere richieste certificazioni dei prodotti che non riguardino solo l’aspetto meramente tecnico, ma anche etico delle aziende produttrici in modo tale da stimolare una competizione vera e corretta fra concorrenti che rispettino le stesse regole e si attengano ai medesimi principi.
Il nuovo conto energia dovrà essere un articolato semplice, che richieda poca burocrazia, non è pensabile di poter fare una politica di contenimento dei costi sovraccaricando le aziende con un intollerabile fardello burocratico.

Scarica la lettera per il Governo Italiano. Segui le istruzioni e fai conoscere a tutti il tuo disappunto!

COGLIAMO L’OPPORTUNITA’ PER UN FUTURO MIGLIORE !!!!

Azione Energia Solare

Saros Energia | IoRisparmioEnergia

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Matteo Gentilini

Responsabile Marketing e Comunicazione della Saros srl dal gennaio 2012. Appassionato di vela, viaggi, fotografia. marketing@IoRisparmioEnergia.com

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