Aumento delle casette dell acqua. Sono sempre di più. Ma conviene veramente?

Le casette dell’acqua rappresentano una risposta concreta ad uno dei bisogni primari della popolazione e rispondono ad una esigenza di sostenibilità. Ma a quale prezzo e una volta analizzato sono ancora così convenienti?

Casetta dell'acquaIn Italia le cosiddette “casette dell’acqua” sono in netto aumento. Attualmente se ne contano poco più di mille. Dalla loro introduzione, negli anni sono passate dalle 354 del 2011, alle 817 del 2013, alle 1.000 del 2014. Dunque quasi triplicate nel giro di 3 anni Ad un costo irrisorio che può essere di circa 5 centesimi a litro queste strutture offrono un nuovo modo di approvvigionamento dell’acqua potabile con importanti vantaggi ambientali.

L’Italia detiene tristemente il primato europeo per il consumo di acqua in bottiglia pro-capite: ben 188 litri di acqua in bottiglia nel 2011. Un record non troppo invidiabile che fa leva proprio sulla diffidenza dei consumatori nei confronti dell’acqua di rubinetto. Va inoltre detto che l’80% delle bottiglie sono pure in plastica, con impatti evidenti in termini di rifiuti prodotti. Fin qui sembra tutto semplice e positivo, ma ci sono però alcuni aspetti delle case dell’acqua alla spina che non convincono.
Ma le casette dell’acqua convengono veramente? di seguito analizzeremo gli aspetti positivi e negativi che animano la discussione in merito a questa nuova forma di approvvigionamento idrico.

ASPETTI POSITIVI

I dati positivi che balzano subito agli occhi delle casette dell’acqua sono:

  • l’utente abituale del sistema tende a riutilizzare le stesse bottiglie per più tempo, andando quindi ad abbattere notevolmente sul numero di bottiglie di plastica consumate;
  • l’acqua che in esse sgorga arriva ai chioschi direttamente attraverso gli acquedotti o da falde molto profonde, e non percorre neanche un metro su strada. Dunque è un’acqua “a chilometro zero” che quindi produce meno CO2 e particelle nocive nell’aria proveniente dai gas di scarico dei furgoni che la consegnano;
  • l’acqua esce fresca dal rubinetto del distributore, evitando di rimanere chiusa in bottiglie di plastica in magazzini di stoccaggio che non sempre seguono le regole di igiene.

ASPETTI NEGATIVI (O QUANTOMENO DUBBI)

Anche se l’introduzione delle casette dell’acqua sembra avere solo lati positivi, ci sono però alcuni aspetti delle case dell’acqua alla spina che non convincono:

  • i finanziamenti pubblici: L’Istituto Bruno Leoni segnala che la regione Lombardia ha stanziato 8oo mila euro per la realizzazione di questo tipo di distributori di acqua. In questa regione, le case dell’acqua sono gestite da quattro società  pubbliche – Cap Holding, Ianomi, Tam e Tasm – che operano nel settore della depurazione delle acque e gestiscono le reti idriche dei comuni in provincia di Milano, Lodi e Pavia. “La casa dell’acqua”, commenta Carlo Stagnaro, direttore dell’Istituto Bruno Leoni, ‘‘è un’iniziativa commerciale in quanto si entra in un nuovo business, facendo concorrenza all’acqua minerale”, ossia quella in bottiglia.
  • i costi delle casette dell’acqua (circa 20 mila euro l’una) ricadono quindi sulle bollette idriche comunali. Quindi i costi sono spalmati anche su coloro che scelgono altre forme di fornitura idrica come la bottiglia di vetro con vuoto a rendere o semplicemente l’acqua del rubinetto;
  • non possono essere considerate un servizio pubblico essenziale, dato che la stessa acqua che da esse viene somministrata finisce già sulle case di tutti i residenti, attraverso i rubinetti della cucina;
  • l’acqua minerale è diversa da quella delle casette dell’acqua e quindi non possono essere considerate la stessa cosa. La casa dell’acqua, però, viene proposta come diretta concorrente della minerale. L’acqua alla ‘spina’ non ha le stesse caratteristiche e qualità di quella in bottiglia.

CONCLUSIONE

Brevemente, le casette dell’acqua potranno in futuro aiutare nella riduzione dell’inquinamento derivato dalla produzione e smaltimento di plastica, e dal trasporto su gomma, ma attualmente, a nostro parere, restano un business per pochi.

Saros Energia | IoRisparmioEnergia

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Matteo Gentilini

Responsabile Marketing e Comunicazione della Saros srl dal gennaio 2012. Appassionato di vela, viaggi, fotografia. marketing@IoRisparmioEnergia.com

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