A Bolzano prende il via il progetto di mobilità a idrogeno

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La città sperimenta un modello sostenibile con la dotazione dei cinque autobus pubblici a celle a combustibile e un impianto di produzione del gas

Il trasporto pubblico di Bolzano ha acquisito cinque nuovi mezzi innovativi: si tratta di autobus a cella a combustibile che la Provincia autonoma ha introdotto nella flotta locale grazie al progetto europeo chiamato Chic (Clean hydrogen in European cities). L’iniziativa dimostrativa, che vede la collaborazione dell’Istituto per le tecnologie innovative (Iit), Strutture trasporto Alto Adige (Sta), Sasa, Evobus e Linde Gas, è stata raccontata in occasione della recente manifestazione Klimamobility: ha come obiettivo l’utilizzo di risorse sostenibili locali e lo sviluppo di competenze e innovazioni nelle tecnologie ambientali, per trovare una definitiva indipendenza dai carburanti di origine fossile. I cinque autobus possono ospitare una quantità di idrogeno pari a 35 kg a una pressione di 350 bar. L’autonomia è di circa 350 km. Nella cella a combustibile l’idrogeno reagisce con l’ossigeno dell’aria e produce corrente elettrica e vapore acqueo. Una parte di elettricità alimenta i motori, mentre quella in eccesso è immagazzinata nella batteria e prelevata durante l’accelerazione. I motori, inoltre, sono in grado di recuperare l’energia in frenata, accumularla e poi utilizzata in fase di accelerazione, riducendo il consumo di idrogeno.

Per dare un forte impulso a questa tecnologia, presso lo svincolo Bolzano Su” dell’autostrada del Brennero A22 è in fase di costruzione l’impianto di produzione di idrogeno che era stato annunciato un anno fa, proprio in occasione di Klimamobility 2012. Gestito dall’Istituto per le tecnologie innovative di Bolzano, il sito prevede la costruzione di tre edifici: 820 metri quadri saranno dedicati all’effettiva produzione, 510 ospiteranno un impianto di stoccaggio e 330 saranno sede di uffici e aule di formazione. «Saremo pienamente attivi dal mese di febbraio 2014 – ha spiegato Walter Huber, presidente della società H2-Sudtirolo, creata grazie alla collaborazione di Iit, Provincia autonoma di Bolzano e Autostrade del Brennero -. L’idrogeno sarà prodotto per elettrolisi utilizzando energia elettrica rinnovabile. La capacità complessiva sarà pari a 180 Nm3 (mormal metro cubo) l’ora, arrivando a una produzione annua stimata di circa un milione e mezzo di metri cubi». L’idrogeno prodotto nell’impianto di Bolzano potrà sostituire circa 525.000 litri di benzina o 440.000 litri di gasolio in un anno, permettendo un risparmio pari a 1.200.000 chilogrammi di CO2.

Il progetto probabilmente non sarà mai ammortizzato: i costi di produzione sono ancora alti e un autobus a celle a combustibile ha un prezzo quattro volte maggiore rispetto a un uguale mezzo con motore diesel. Ma l’impianto rappresenta un investimento per il futuro, compiuto nell’ottica di stimolare altri progetti nel campo dell’idrogeno, costruendo il know-how necessario per sviluppare nuove tecnologie applicabili non solo nel settore della mobilità, ma anche in ambito cogenerativo e industriale (per esempio, per alimentare i muletti utilizzati negli stabilimenti). Inoltre, secondo Huber, nell’ambito delle celle a combustibile si stima un calo dei prezzi nell’ordine del 90% entro il 2030. Intanto, la stazione di produzione altoatesina è già dotata di un distributore di idrogeno in grado di rifornire di carburante pulito i silenziosi autobus circolanti in città.

Fonte: energia24club.it

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Matteo Gentilini

Responsabile Marketing e Comunicazione della Saros srl dal gennaio 2012. Appassionato di vela, viaggi, fotografia. marketing@IoRisparmioEnergia.com

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